Per eCommerce si intende sia il complesso delle transazioni commerciali che avvengono in Rete, legate alla compravendita di prodotti e servizi di varia natura, sia il luogo virtuale (eShop aziendale, marketplace, ecc.) dove gli acquisti avvengono grazie a infrastrutture e interfacce dedicate.
Ci sono diverse tipologie di eCommerce:
Secondo recenti dati Nielsen, il commercio elettronico in Italia vale l’1,6% della Grande distribuzione organizzata, con un valore compreso fra i 100 e 150 miliardi di euro.
Nel mondo eCommerce, prima di impostare un progetto, è rilevante stimare tre indicatori:
Il conversion rate è il parametro più rilevante perché stima le percentuali di visitatori che porteranno a termine una transazione sulla piattaforma digitale.
È quindi indispensabile definire una strategia digitale che da una parte massimizzi il numero di visitatori, e dall’altra minimizzi gli abbandoni di chi, terminata la consultazione, finisca poi per non procedere all’acquisto.
Numerosi esperti di marketing digitale hanno stilato una sorta di decalogo per ottimizzare il tasso di conversione.
Questo valore è caratterizzato da una grande variabilità. Nelle vendite di beni materiali è tendenzialmente più basso, mentre nel mondo dei servizi professionali, soprattutto quando si verifica una situazione imprevista, vale decisamente di più. C’è insomma differenza tra acquistare delle scarpe e far intervenire un idraulico di domenica.
Ovviamente la questione di fondo resta questa: come incrementare il “conversion rate”?
In linea generale osserviamo subito che un aumento del numero dei visitatori non genera, necessariamente, un aumento delle vendite, perché il comportamento medio dell’utente potrebbe non cambiare. Quello che si modificherebbe è solo il fatturato generato.